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    January 26

    HO TAGLIATO I CAPELLI!!!!!!!

    lo so, do la notizia un po in ritardo e molti di voi già lo sapranno, x chi non lo sa ho tagliato i miei bisunti boccoloni...
    la scelta nn è stata indolore, mi è sembrato di perdere una grande parte della mia personalità, ma a giudicare dai commenti di tutti ne è valsa la pena...
    non li tagliavo così corti da ottobre 2006 (qunado in me nacque l'idea dei capeli lunghi lunghi lughi).
    qualkuno ha ipotizzato che possa fare la fine di Sansone, ma io nn credo...
    un saluto a tutti e come sempre "w la figa"
    January 12

    SULLA STAZIONE....

    nn ho idea di come iniziare quest'intervento, diciamo che sno poke righe per un piccola riflessione:
    erano circa le otto di stasera, ero sulla stazione di Torre del Greco, di ritorno dalla redazione... su una panca ho natoato un signore seduto, solo poki istanti dopo mi sono accorto che aveva problemi (sindrome di down od un qualkosa del genere)... cmq un qualkosa di lui mi ha fortemente colpito, un gesto che ripeteva di continuo...
    in pratica nella sua mano destra aveva un mazzetto di figure di Padre Pio tutte uguali, le teneva sottosopra nel palmo della sua mano, ne contava tre passandole nella mano sinistra per poi poprtarle nuovamente nella mano destra ed iniziare l'operazione da capo. è stato a fare questo per un 5 minuti abbondanti, poi è passato il treno, la linea Poggiomarino, il signore ha ripetuto la parola poggiomarino per una decina di volte e poi è salito sul treno...
    queste immagini mi fanno riflettere, mi fanno riflettere sull'incomprensione, e sulla nostra chiusura mentale... cos'è l'arte e perchè nella nostra società ha criteri di valutazione così rigidi?
    arte non potrebbe anche essere la ripetizione di una azione banale o di una parolo tipo "poggiomarino"?
    in parole povere: è il signore che si rifiuta di comprendere che contare all'infinito un medesimo numero di immaginine, non ha senso... o siamo noi che non siamo capaci di capire il senso di contare all'infinito un medesimo numero di immaginine????????????????????????????????????
    fatemi sapere la vostra
    un bacio
    January 01

    FINE E PRINCIPIO

    Rieccomi, un altro anno solare è giunto al termine, ed un altro è già cominciato.... e io son qua, a descrivermi mentre sogno il rock n’ roll facendo playback (è un’intercalare che nn uso da diverso tempo, e che stasera nn so perché ma ho voluto riesumare…).

    Nel precedente intervento mi sono basato su cosa vorrei cambiare, un messaggio sociale, lo potrebbe definire qualcuno. Ora invece voglio basarmi su me stesso.

    L’ultimo dell’anno… non voglio tediarvi con freddi bilanci, deprimenti rimpianti passati, autorefernziamente sulle belle esperienze che mi ha offerto l’anno uscente, od utopistiche speranze per l'anno nuovo. Non mi va nemmeno di fare uno di quegli interventi emotivi in cui mostro la mia versione di me stesso, ne tantomeno una pubblicità all’orgia civile del capodanno…

    Mi vien spontaneo ricordare un testo di Giacomo Leopardi: “lettera di un passeggere ad un venditore di annuari”, in cui l’autore immagina di avere il giorno di capodanno un dialogo con un venditore di “almanacchi”, ed in pratica enuncia l’aleatorietà della felicità nel suo inconfondibile stile pessimista e, come dire “snob” (almeno per come la interpreto io), tant’è che il testo termina con l’autore che acquista l’almanacco più dispendioso tentandosi di omologare con gli stolti che hanno fiducia che l’anno nuovo porti automaticamente cambiamenti in positivo…

    Ovviamente mi dissocio dall’esagerato pessimismo leopardiano…

    Ma nn sento nemmeno di associarmi all’iter “cenone con il miglior vino, panettone, countdown stile apollo 11, raffiche di fuochi artificiali, veglione, cornetto e riposo del guerriero"…

    È quindi evidente che per questo intervento sono maggiori le cose che nn m sento di dire rispetto a ciò che mi piacerebbe esporre… mi piacerebbe cambiare tante cose, e tante cose avrei da dire, ma non è ne il tempo ne il luogo adatto…

    Ma dove non arrivano le parole, arrivano altre arti, la “primogeneità” della musica  gli permette di penetrare nei più nascosti orifizi della coscienza, per capire questo intervento dovete quindi usare l'immaginazione... immaginate un possente blues, suonato da un qualunque pianista da giacca, immaginate il lento scorrere delle dita sui tasti bianchi… immaginate ora un pot ocra che illumina un contrabasso suonato da una qualche figura, vi chiedo ora una spolverata da arpeggi di chitarra ed un ritmo più veloce, un ritmo che cresce, cresce sempre di più, si estende all’infinito e profonde un’orda di ottimismo nel cuore di tutti…

    Ecco questo è il mio blues, interpretato senza saper suonare… speriamo sia l'introduzione di un bellissimo concerto di 365 giorni

    BUON 2009 A TUTTI