fabio's profiledimenticati di avere un ...BlogLists Tools Help

Blog


    March 18

    NADIA

    vi riporto una novella che ho scritto stasera. basata su una metaforica falsariga di una grande sconfitta che non sto qui a raccontare, una sconfitta della quale posso incolpare solo me stesso, d'altronde è normale, se stai dipingendo un paesaggio, ed avendo un pastello scuro vuoi un prato chiaro, non puoi che cambiare pastello...
    la novella parla d'amore, e di amore tratta l'esperienza di vita a cui mi sono ispirato... la novella parla di una donna, ma in questa mia esperienza di vita l'amore per la donna non c'entra nulla...
    NADIA
    Nadia aveva 14 anni… davanti allo specchio della sua stanza, aveva visto come era diventata donna, almeno all’aspetto … e davanti allo stesso specchio, aveva contemplato l’immagine di una adolescente sognatrice che si ritrovava tra le leggere nuvole a sognare l’amore.
    Per sentito dire sapeva che era una cosa meravigliosa, un qualcosa che fa tremare le gambe, che crea un groppo alla gola, che fa battere il cuore… Nadia sapeva tutto, tutto per sentito dire da tutti. Dall’alighieri a Federico Moccia, dal Puccini a Lucio Battisti.
    Nadia sapeva tutto, tutto per sentito dire, ma Nadia, non si era mai innamorata…
    Era una mite mattinata di settembre, e tra la folla Nadia cercava di incrociare lo sguardo di qualcuno, chiunque, qualunque cosa che gli permettesse di far conoscere, almeno il suo nome, ad un’altra persona. Era il primo giorno di scuola, e tutti gli alunni delle prime attendevano che gli venisse comunicato in quale classe andare. Qualcuno uscì dal portone ed iniziò ad elencare le classi ed i relativi nomi: “I A: Abate Emanuele; Accardo Nicola;…” una indistinta serie di Tizio, Caio e Sempronio precedette il suo nome, che, finalmente giunse al suo orecchio, e con lui la speranza di aver attenuato (anche se in minima parte) l’anonimato.
    Nadia pensava spesso allo specchio della sua camera, pensava con rimpianto ai suoi seni oramai cresciuti, pensava alla fretta che aveva nel provare anche lei quello strano tremore e quell’anomalo groppo in gola.
    Si sentiva piccola, piccola anche rispetto alla scritta sul cartello blu all’ingresso della scuola. La scritta citava inesorabilmente “LICEO PSICOPEDAGOGICO”. Una scuola prettamente femminile, ove una ragazza anonima difficilmente poteva reggere la aspra concorrenza delle varie Paris Hilton. Nadia era una splendida bella di notte nascosta dietro un muretto di un cortile pieno di iris.
    Come in tutte le scuole, anche li c’era lo splendido di turno, il bello e impossibile, il fighetto dai capelli curati e dagli occhi di giaccio… bello e impossibile, notoriamente impossibile, talmente impossibile che Nadia, l’eterna sognatrice, si era convinta dell’impossibilità di quel sogno…
    Un sabato in qualunque ritrovo, Nadia provò ad ingerire un drink alcolico, riuscì a nascondere i poderosi colpi di tosse che questi gli provocò, principalmente grazie al fatto che in quel momento nessuno la stesse osservando, condizione che era stata la causa di quel drink.
    Con un colpo di culo fece amicizia con altri anonimi, e sempre il caso la pose particolarmente vicina a Paolo.
    Sognava leggiadra Nadia, mentre camminava per i corridoi, si svegliò, e mai risveglio fu più dolce, davanti ai suoi occhi la voglia di rivedere Paolo… poi un cellulare tra le mani, un paio di pulsanti premuti goffamente ma con rapidità, un appuntamento, ed in men che non si dica, si trovò a chiedersi come avesse fatto a vivere senza la persona che in quel momento gli stava affianco…
    Lo splendido e le Paris Hilton sembravano non avere più troppa importanza, Nadia stava realizzando che il suo cuore pulsava, Nadia stava realizzando di vivere ciò che aveva visto miliardi di volte riflesso nello specchio della sua stanza.
    Paolo non era nemmeno lontanamente paragonabile allo splendido, ma almeno c’era complicità, c’era affinità, c’era intesa, c’era il tremolio, c’era il groppo in gola, c’era il battito forte del cuore… c’era amore.
    Ma forse non l’amore che i due sognavano, non l’amore che i due erano pronti ad affrontare. Decisero quindi di optare per una storia non seria, tra di loro non usarono mai il termine “fidanzati”, non dicevano “il mio ragazzo” o “la mia ragazza”… il loro meraviglioso feeling rimaneva chiuso nel cassetto…
    Nadia era ancora davanti allo specchio, sognava, come sempre nella sua vita, sognava di evadere dall’anonimato, e poi, d’improvviso Paolo scomparve. Da Nadia scappò il tremore, il groppo in gola ed il violenta battito del cuore… rimase davanti al suo specchio, con la testa sulle nuvole , a sognare ancora l’amore.
    March 08

    EMANCIPAZIONE???

     

    oggi è la festa della donna, idealismo e banalità a parte, voglio proporre un articolo (una sorta di editoriale) che scrissi l'anno scorso per EPHEMERIDES, che però non pubblicai, l'ho

    tenuto nel cassetto per un anno preciso, e solo ora ho deciso di rendere noto...

     

    EMANCIPAZIONE FEMMINILE NEL 2008

    L’emancipazione femminile nella nostra società è quantomeno scontata, ma esistono molte zone del globo ove il ruolo della donna è tutt’oggi limitato al “crescere i bambini, e lavare i pavimenti”, ma siamo davvero, noi, sicuri di riconoscere alla donna tutti i suo diritti?

    All’interno del nostro stato è ancora aperto il dibattito sul diritto ad abortire, un diritto che viene continuamente messo in discussione dalla chiesa e dai politici che vogliono fare del banale moralismo.

    La situazione economica del nostro paese è in continuo peggioramento, e la difficoltà di trovare un impiego è diventata una scatenata lotta per la sopravvivenza, combattuta a colpi di raccomandazioni.

    Per una giovane donna con gravi difficoltà economiche, una gravidanza inattesa è un vicolo cieco dal quale è pressocchè impossibile uscire.

    Cosa potrebbe spingere una donna ad abortire, se non l’amara consapevolezza, di essere assolutamente incapace,  di allevare il proprio figlio.

    In una società che vuole dare pari opportunità, ogni individuo dovrebbe poter tranquillamente decidere del proprio presente e futuro, dovrebbe poter prendere scelte, anche di immensa importanza, senza alcun’esterno vincolo.oggi è la festa della donna, idealismo e banalità a parte, voglio proporre un articolo (una sorta di editoriale) che scrissi l'anno scorso per LA TORRE, che però non pubblicai, l'ho tenuto nel cassetto per un anno preciso, ed ora lo voglio rendere noto...

     
    come al solito vi dico... FATEMI SAPERE LA VOSTRA!!!