IL MERCATO
“ti voglio bene lo sai?!” furono queste le dolci parole che mutarono il mio modo di percepire quella che sarebbe dovuto essere semplicemente un giro per il mercatino…
Casualmente mi trovai a passare e fui attratto dalla voglia di prendere qualche incenso profumato o quantaltro… poi quelle parole, pronunciate con leggera semplicità e con un linguaggio che sa de buon ragù della nonna! La ragazza era sull’uscio del negozietto mentre quello che mi sono divertito ad immaginare essere il suo fresco marito era davanti al banchetto mettendo in ordine qualche capo…
Il gesto della ragazza fu semplice, spontaneo, non ponderato, eppure aveva sempre più la sembianza di un miracolo moderno…
Dolcemente scosso da quella visione ho continuato ad addentrarmi in quella pittoresca giungla, osservando il gioco felice di un bambino che dal passeggino allungava la mana verso un cestino di fragole per poi essere ammonito con mite frenesia dalla mamma, ascoltando con piacere un giovinetto che canticchia in attesa di qualche cliente disposto ad acquistare la sua merce, per poi posare lo sguardo su un’indaffarata imprenditrice che freneticamente “spicciava” qualche cliente non sdegnando di arguzia e gentilezza…
Un bellissimo presepio d’inizio estate, ove un pescatore offre un frutto di mare ad una sorta di pulzella popolana e brigantessa!
Quella movimentata taranta salentina giunse però a rivelarsi come un muto canto di battaglia, invisibile ad occhio nudo, ma a chi si sarebbe concesso una breve riflessione, evidente come una bandiera di partito…
Sopra alcune scatole verde, contenenti probabilmente legumi, vie era uno slogan: 50 centesimi!
Il minimarket cui davanti mi trovavo vendeva principalmente beni primari, e a giudicare dagli acquirenti, a buonissimo mercato… 50 centesimi per una scatola di fagiolini, a quel punto iniziò a pesare un qualcosa che avevo infilato in tasca con totale disinteresse: un volantino per una campagna elettorale… mi era stato dato da una ragazza che come tante, “faceva la giornata” grazie ai call center. In un attimo mi fu lampante l’infinitesimalità della scatoletta verde … un “ragazzo dei volantini” la può comprare lavorando 7,30 minuti, un tipografo stampando circa una 50 di manifesti, un’agenzia di catering per cerimonie l’avrebbe acquistata servendo 1 fetta di pan carrè divisa in 4 parti farcita di maionese e salmone…
Ripresi ad assimilare le armoniose percussione della folcloristica danza del mercato… ma quella scatoletta voleva ancora parlarmi…
Un negozio di scarpe affiancato ad una bancarella di sigarette di contrabando, davanti vi erano due vigili urbani che fissavano un paio di scarpe femminili in sugero, il volantino nelle mie tasche mi tenne lezione finchè non assimilai il concetto:
dallo strato più basso capii le logiche dei contrabbandieri, che investendo nella valigetta di compensato su cui poggiare le Marlboro, investendo su volantini e sul catering distruggevano l’albero della cuccagna su cui le terrene muse danzavano, e l’Atene in cui gli ellenistici avrebbero potuto edificare templi… Achille non può che pescare, Agamennone non può che canticchiare, Ulisse non può che ascoltar in lontananza il canto della sua Penelope… il bambino non può che provar ad afferrar il cesto di fragole, prima d’esser ammonito dalla madre!