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November 23 LA FORTUNA...Chi disse “preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita, terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro, e per un attimo può andare oltre o tornare indietro… Con un po’ di fortuna va oltre, e allora si vince. Oppure no, e allora si perde.
(scarno, breve, ma intenso...) September 17 MEGLIO LA PLAYSTATIONTratto dal City del 16 settembre 2019… MEGLIO LA PLAYSTATION Uno studio del centro di ricerche di Pechino mostra come le console provochino meno danni alla salute rispetto ai lifesimulator… Un’equipe di psicologi, studiosi di pedagogia e sociologi, hanno in questi giorni concluso e pubblicato una tesi sulle conseguenze delle modernissime “simulazioni astrali”: “a pensare che non troppi anni fa il termine lifesimulator veniva usato per indicare un tipo di videogioco che simulasse la vita reale – spiega il dottor Anderson- da quando nel 2015 sono state lanciate sul mercato VRI (Benq) e la Continum (risposta della Microsoft), è sempre più usuale vedere teenager immobili, che, con il solo ausilio del casco virtuale, vivono esperienze che superano quelle umane”. I danni?! A detta dello studio circa un soggetto su 3 viene colto da sbalzi d’umore, da “astinenza da virtualità”, e da convinzione di vivere in un altro mondo (per l’appunto quello dei lifesimulator). “ben lontani siamo dalla schizofrenia- continua Anderson- ma senza troppo allarmismo va detto che è una situazione da tenere sotto controllo”. “siamo lontani dai bei tempi in cui la comunicazione di massa si esercitava con la televisione, e le comunicazione individuale era pura tramite il messenger ed i social network, ora si vive su un isola personale dal nome VRI” così conclude Fischer , direttore della divisone di pedagogia del centro di richerche di Pechino, tra un lieve dissenso e le tacite accuse di voler far sensazionalismo. Per quest’intervento ho preso spunto da una notizia riportata sul city di oggi (16 settembre 2009), l’articolo aveva per titolo “Per la salute meglio la tv dei videogiochi”. Veniamo dalla forte critica alla “coachpatetos generation” (generazione dei “mangiapatate” ovvero i preadolescenti che in una mano avevano una maxibusta di chips e nell’altra il telecomando), passando poi per l’apatia dei videogiochi e dei social network… ho estremizzato questo terrificante “ubi maior minor cessat”, ed ecco l’articolo del city del 2019, ove giovani sempre più frustrati evadono da un mondo senza sogni… September 01 E SONO 20....poche parole sugli anni appena compiuti!!!
l'anno scorso pubblicai un "niente paura" di un liga agromalinconico... e per quest'anno?! tante cose sono cambiate dall'anno scorso, forse troppe, i 19 anni li definirei d'assestamento... e dopo l'assestamento si riaprono i ratei e i risconti e ricomincia l'esercizio, dopo le scosse d'assstamento c'è una potentissima scossa che modifica la morfologia del territorio, dopo aver assestato le impostazioni di lancio lo shattle è pronto a partire e a infrangere la barriera della stratosfera...
avrei voluto postare una canzone, ma pensandoci non ne ho trovata nessuna che rendesse l'idea del mio stato d'animo... (per rimanere sul liga) mi ero orientato su VOGLIO VOLERE ("voglio volere, io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho") oppure SOGNI DI ROCK N'ROLL ("sogni di rock n' roll e guai a chi ci sveglia"), cambiando artista avevo pensato a NIENTE DA PERDERE ("ora sono polvere, pronto poer esplodere") e perchè no, i baustelle con BAUDELAIRE ( "è necessario vivere, bisogna scrivere, verso l'ignoto tendere")...
per ora sono parole, che sebbene espresse musicalmente (da qualcun'altro), rimangono parole... per me la parola ha importanza primaria, ma parola è spesso sinonimo di inconcludenza, quindi mi toccherà mostrare a Pratico come Intangibile non sia vago e opportunista, e come il dio Tangibile sia la carogna causa dei nostri mali, ma per fare ciò dovrò fare amiciza con Tangibile stesso...
So che roma non è stata costruita in un giorno, e sarei un ingenuo se darei la riuscita di questa impresa come sicura, ma come dire, Sognare è gratuito, Pratico e Tangibile ricordano "non remunerativo", e per ora Inagibile può difendersi solo dicendo "almeno è gratuito"!
PARENTESI COMICA PER CONCLUDERE...
mi hanno regalato un phon sperando che io cambi testa (in tutti i sensi)
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un W LA FIGA a tutti .... August 16 RIFLETTENDO SUL PESO DEL TRAMONTO E DELLA PRIMA STELLA S'UN TIEPIDO CAMPO DI GRANOÈ singolare come in via del tutto non premeditata mi possa trovare alle tre di notte ad aggiornare il mio blog, è singolare come mi possa trovare a pensare “cosa mi rimarrà di quest’estate”, ed è singolare come mi possa trovare a scriverlo, senza voler dare un’impronta trascendentale, senza voler esprimere una opinione, senza voler “sapere la vostra”. È singolare come mi possa trovare a volerlo scrivere e basta! È singolare come un “piccolo” spostamento di timone ti possa aprire confini imprevedibili, inconcepibili fino al secondo prima di prendere la scegliere. È singolare come dopo aver eseguito una perfetta virata fomentata dalla scelta di una qualche arcana roulette, ritieni di poter dominare la tramontana ed il maestrale, per poi renderti conto dell’arroganza della rosa dei venti e della bussola… È singolare osservare la lanterna traballante mentre si naufraga tra figure retoriche difficili da ricomporre… È singolare come la logica, e la grammatica, perdono ogni valore dinnanzi alla voglia di scrivere, scrivere e basta.
July 05 BAZZICANDO IL BLOG DI ROSANAVIGANDO SUL BLOG DI ROSA... ho trovato un intervento cui incipt "Per ogni ragazzo..." è stato fonte d'ispirazione per uno dei miei interventi scritti a figa di gatto (per non dire sempre cazzo de cane)... l'intervento era una sorta elenco (fatto in maniera da rompere i coglioni a chi lo legga) delle qualità del ragazzo ideale, ad esempio:
Per ogni ragazzo che ha detto “il sesso PUÓ aspettare” Per ogni ragazzo che ha detto “sei bella”
il tutto termina con una frase del tipo Non molte ragazze apprezzano i bravi ragazzi, ormai… ***** ma mi chiedo io.... chi di noi non si è mai innamorato? chi di noi non ha mai detto "il sesso può aspettare" oppure "sei bella"?... ma d'altra parte è anche vero che per amore (indistintamente maschi e femmine) passano brutti querti d'ora!!!
RIDENDOCI SU ecco l'intervento Per ogni ragazza Per ogni ragazza che ha detto “ti voglio bene come un fratello” Per ogni ragazza che nei momenti culminanti si ricorda di avere il ciclo Per ogni ragazza che, quando metti in dubbio la sua parola, per dimostrarti di avere ragione sarebbe disposta a tagliarsi un labbro vaginale Per ogni ragazza che dice “non mi capisci” Per ogni ragazza che parla sloveno pur di non farsi capire Per ogni ragazza che dice “sei troppo peloso” Per ogni ragazza che dopo che hai fatto la ceretta dice “stavi mejo prima” Per ogni ragazza che dice “mi opprimi ho bisogno dei miei spazi” Per ogni ragazza che dice “non mi caghi mai” Per ogni ragazza che ha detto “stasera devo studiare” Per ogni ragazza studiosa che per concentrarsi nello studio spegne il cell Per ogni ragazza studiosa che fa ripetizioni a casa der “Tracena” (palestrato, occhi azzurri) Per ogni ragazza per ogni ragazza anticonformista Per ogni ragazza per ogni ragazza anticonformista che spende 500 euro al mese in converse e ti critica per una cinta D&G comprata dietro la maddalena per ogni ragazza casta per ogni ragazza casta che se ne fa 5 alla volta (mentre studia) per ogni ragazza socievole che la sera esce con l’amica Giovanna per ogni ragazza di nome Giovanna che in realtà è un muratore di S.Giovanni a Teduccio di nome Pasquale, (con un tarello di 29 cm) Non molti ragazzi riconoscono le ragazze Zoccole, Perciò ce ne sono molte la fuori
Garantisco che il 90% delle ragazze leggendo queste righe diranno “io non sono così…” perche sono troppo preoccupate della loro immagine di santarella e di ciò che dice la gente… Ma poi la sera usciranno a “studiare” Visto che in fondo, non ho mai capito perché un maschio che “studia molto” viene elogiato ed una donna invece disprezzata, propongo di fare qualcosa per archiviare questa concezione Se sei una ragazza studiosa “ricopia” queste righe col titolo “ne sono fiera” Se sei un ragazzo che come me, oltre a voler farsi quattro ghigne e voler prendere per il culo qualche “professoressa”, vuole anche fare qualcosa contro l’ipocrisia allora copiate questo intervento col titolo “per le ragazze studiose”
June 07 BAZZICANDO TORRE DEL GRECO!
May 16 EMO Vs TRUZZInon sono un assiduo frequentatore di facebook, ma ogni tanto la capatina di rito ci vuole. sto pomeriggio mi ha colpito un video: "SUSY LA RAGAZZA TRUZZA"
http://www.youtube.com/watch?v=igp9aIUl4m4&feature=related questo è il link
guardandolo mi sono ricordato di un'altro video che mi capitò qualche mese fa: "SONO EMO"
ciò che quindi ritenni all'epoca un fenomeno isolato è forse divenuto una tendenza... ove in una continua tensone, i Truzzi (cioè i discotecari, i griffati, i picchiacchieli (come si dice dalle mie parti)) e gli Emo (per farla breve un incrocio tra un punk ed un dark), si ridicolizzano a vicenda mettendosi gli uni nei panni degli altri e perpetuando stereotopi banali.
http://www.youtube.com/watch?v=Dbi9YcMR7yM&feature=related ; http://www.youtube.com/watch?v=wvfEdJ-FLPM ... questi sono altri due video con il medesimo messaggio...
ma allora c'è davvero odio tra i Truzzo e l'Emo? la risposta è ovviamente no, la battaglia è solo nella testa di quei pochi che ci credono, di quei pochi che ritengono (egocentricamente) che il loro modo di vestire, di divertirsi, d'essere possa attirare l'attenzione a tal punto da creare un odio... per capire meglio questo conctto bisogna in primis capire il motivo per il quale un adolescente sente l'esigenta di caratterizzare il proprio look (e non solo):
il mondo della comunicazione, i media per intenderci, tendono a mostrare personaggi con un "nome" ma che non hanno nulla da dire, i giovani hanno (o presumono di avere) tanto da dire, ciò che gli manca è il nome, quindi l'unica via per fuggire dall'anonimato è elaborare un proprio cavallo di troia che gli permetta di essere riconosciuti.
la triste verità è che dall'anonimato non si fugge, ma chi non è disposto ad accettare tale responto continua ("egocentricamente") a credere di non essere più anonimo, e che quindi la sua opinione interessi a qualcuno. la realtà però li contraddice, e quindi per mostrare come la loro opinione conti, nasce il feticcio della battaglia tra due "efficaci" metodi di fuggire all'anonimato.
tralasciando i contenuti dei video, che anche appellandosi alle generalizzazioni e ai luogi comuni, possono essere discutibili, l'infelice epilogo è che (ripeto) la guerra non esiste se non nell'immagginazione degli irriducibili sopra descritti, non siamo nella gerusalemme dei cristiani e mussulmani di Torquato Tasso o nella Roma degli angeli e demoni Dan Brown (tanto per passare dal sacro al profano), non siamo da nessuna parte... se non in una frustrata mente di alcuni adolescenti che avrebbero da dire talmente tanto da non poter accettare il bavaglio dell'anonimato...
è forse opinabile che i giovani avrebbero tanto da dire, basti pensare al loro distacco dalla politica, forse perchè parlare di uno stile equivale a parlare di se stessi, quindi una eventuale boiata può essere sempre celata dietro un velo di soggettività, mentre la politica è una scienza, quindi per partecipare attivamente ad una disputa, ad un dibattito necessitano cognizioni quantomeno di base. per chi si ostini a vedere il bicchiere mezzo pieno, il distacco dei giovani dalla politica può anche essere visto come un cosciente ripudio... almeno finchè non troverò un video su youtube dal titolo "ANNA LA RAGAZZA COMUNISTA"... May 07 PACE IMPOSSIBILE
vi lascio un racconto che ho scritto di recente... come al solito fatemi sapere la vosta...
PACE IMPOSSIBILE
Avevo quattro anni… avevo quattro anni quando sentii l’odore della polvere da sparo violentare le mie narici. Sordide esplosioni, fumo acre, ed i battiti del cuore non mi permettevano di respirare, mia madre mi prese per la mano e quasi mi trascinò fuori di casa, all’aperto le esplosioni erano più forti, le sensazioni più rudi. Fui capace di respirare solo quando, in una campagna riuscii a vedere tutti i miei familiari, che per volere di Hallah erano vivi. Il mio corpo era paralizzato, fermo, gli occhi puntavano dritti sulla zona est della mia città, dove tra piccoli roghi si avvertiva uno straziante silenzio di morte.
avevo quattro anni… avevo quattro anni quando accendendo il telegiornale vidi l’edizione straordinaria che riportava la notizia di un attentato di matrice palestinese nel mercato della mia città, mamma come ogni mattina si era recata li, ma non tornò mai più. Assopito vidi le lacrime di mio padre, la devastazione sul volto di mia nonna, e la paura dei miei fratelli.
Avevo otto anni… avevo otto anni quando in un qualche meandro della Giordania, nel campo profughi ove ci eravamo stabiliti, mi fu chiarita la situazione: quegli infami degli israeliani, circa un secolo fa sono penetrati nelle nostre terre immigrando da tutto il mondo grazie agli inglesi. pian piano hanno rubato le terre dei contadini della nostra razza, ed ora con la forza hanno occupato anche la striscia di Gaza e la Cisgiordania, due terre che sono sempre a noi appartenute. Non ebbi tempo di realizzare ciò che avevo imparato, in un giorno di settembre i militari della Giordania ci cacciarono via. Dov’è che andremo? “tutta colpa degli israeliani” dice mio padre!
Avevo otto anni… avevo otto anni quando chiesi al rabbino della mia sinagoga perché dio aveva chiamato a se mia madre. Mi rispose con tono dolce, stringendo le mie mani nelle sue, ma con parole crude che si infrangevano violentemente contro la mia pelle: “tua madre, che dio l’abbia in gloria, è una vittima, una martire dell’ennesima guerra che il nostro popolo è costretta a combattere per ottenere la terra promessa. Non siamo mai stati aiutati da nessuno, non è vero che la nostra immigrazione è stata favorita dall’ovest, se non mi credi fattelo raccontare da tua nonna. Sai cos’è il libro bianco? E un accordo che proibiva al nostro popolo di immigrare nelle terre che ci spettando di diritto. Non è vero nemmeno che il popolo nostro, a suo tempo, ha rubato le terre, le terre le abbiamo comprate, è stata l’economia totalitaria palestinese a non riuscire a gestire i capitali ottenuti”.
Avevo dodici anni… avevo dodici anni quando capii che era impossibile convivere con gli israeliani, avevo dodici anni quando sentii in me il sentimento di voler riscattare il mio popolo, avevo dodici anni quando mi arruolai nelle milizie dell’OLP. Avevo dodici anni… avevo dodici anni quando capii che era impossibile convivere con i palestinesi, avevo dodici anni quando sentii in me il sentimento di voler riscattare il mio popolo, avevo dodici anni quando mi arruolai nell’esercito d’Israele. Avevamo quattordici anni… avevamo quattordici anni ed eravamo guerriglieri esperti, il fronte era nostro, con le scariche di kalashnikov ammazzavamo gli infami. Sotto il sole cocente credevamo nella vittoria e nella libertà del nostro popolo, sotto il sole cocente gli ideali ci spingevano alla guerriglia continua Avevamo sedici anni… avevamo sedici anni quando, ci siamo specchiati l’uno frontalmente all’altro, quando abbiamo capito che a breve saremo morti, quando i reciproci AK-47 hanno sputato sui nostri colpi un intero caricatore. Bruciava il sole, bruciavano i fori di proiettile, bruciavano ancora gli ideali. Eravamo con la schiena a terra e la rena del ciottolato stradale in bocca, speravamo ancora nel riscatto dei nostri popoli, e mai credemmo nella pace, mai credemmo nella convivenza, che mai come ora, impossibile appare a noi, impossibile appare ai nostri genitori, ed impossibile apparirà ai nostri posteri. April 14 CARDIOCIRCUITOcardiocircuito, ovvero un programma aerobico finalizzato a dimagrire. è più o meno da febbraio che vado in palestra, e sebbene abbia rassodato il mio corpo (i muscoli del bicipite del p'ettorale e del polpaccio iniziano a mostrarsi) sono diagrito solo 10 kili (contando anke il fatto che ho tagliato i capelli hihihi). ho quindi deciso di voler basarmi più chelo sviluppo dei muscoli, sull'eliminazione del grasso in eccesso, e così la soluzione è stato il cardiocircuito, che conisiste in un programma frenetico con pochissimi tempi di recupero.
sento di definire cardiocircuito anche questa fase della mia vita, dove c'è un unico imperativo, correre e raggiungere risultati: correre per l'esame di filologia, per quello di geografia e per recuperare quello di italianistica. correre per il teatro, correre per dimenticare i problemia avuti con les amie de la commedie, correre sperando di formare una nuova compagnia dalle ceneri del vecchio gruppo teatro del pantaleo, correre per lo spettacolo del nuovo gruppo del pantaleo, che dopo un tortuoso avvio va verso la realizzazione fisica. correre ancora di più nel giornale la torre, per speciallizarmi in altri campi oltre a quello dell'ambiente. correre per riuscire a far valere maggiormente il mio carisma nei rapporti sociali, per mettere in circolo il mio amore. correre di editore in editore, per far si che il mio romanzo non rimanga chiuso nel cassetto... correre, correre, correre...
e curioso come questo intervento tratti del correre, un'argomento di cui parlai in un altro intervento tanto tempo addietro, di recente la mia ex professoressa di lettere mi ha detto "non cambi mai!", evidentemente ha ragione...
spero di svolgere questo cardiocircuito nel migliore dei modi
un saluto
P.s.
A FAVORE DELLA TEORIA SECONDO LA QUALE NON CAMBIEREI MAI VI DICO "W LA FIGA"! March 18 NADIAvi riporto una novella che ho scritto stasera. basata su una metaforica falsariga di una grande sconfitta che non sto qui a raccontare, una sconfitta della quale posso incolpare solo me stesso, d'altronde è normale, se stai dipingendo un paesaggio, ed avendo un pastello scuro vuoi un prato chiaro, non puoi che cambiare pastello...
la novella parla d'amore, e di amore tratta l'esperienza di vita a cui mi sono ispirato... la novella parla di una donna, ma in questa mia esperienza di vita l'amore per la donna non c'entra nulla... NADIA
Nadia aveva 14 anni… davanti allo specchio della sua stanza, aveva visto come era diventata donna, almeno all’aspetto … e davanti allo stesso specchio, aveva contemplato l’immagine di una adolescente sognatrice che si ritrovava tra le leggere nuvole a sognare l’amore.
Per sentito dire sapeva che era una cosa meravigliosa, un qualcosa che fa tremare le gambe, che crea un groppo alla gola, che fa battere il cuore… Nadia sapeva tutto, tutto per sentito dire da tutti. Dall’alighieri a Federico Moccia, dal Puccini a Lucio Battisti. Nadia sapeva tutto, tutto per sentito dire, ma Nadia, non si era mai innamorata… Era una mite mattinata di settembre, e tra la folla Nadia cercava di incrociare lo sguardo di qualcuno, chiunque, qualunque cosa che gli permettesse di far conoscere, almeno il suo nome, ad un’altra persona. Era il primo giorno di scuola, e tutti gli alunni delle prime attendevano che gli venisse comunicato in quale classe andare. Qualcuno uscì dal portone ed iniziò ad elencare le classi ed i relativi nomi: “I A: Abate Emanuele; Accardo Nicola;…” una indistinta serie di Tizio, Caio e Sempronio precedette il suo nome, che, finalmente giunse al suo orecchio, e con lui la speranza di aver attenuato (anche se in minima parte) l’anonimato.
Nadia pensava spesso allo specchio della sua camera, pensava con rimpianto ai suoi seni oramai cresciuti, pensava alla fretta che aveva nel provare anche lei quello strano tremore e quell’anomalo groppo in gola.
Si sentiva piccola, piccola anche rispetto alla scritta sul cartello blu all’ingresso della scuola. La scritta citava inesorabilmente “LICEO PSICOPEDAGOGICO”. Una scuola prettamente femminile, ove una ragazza anonima difficilmente poteva reggere la aspra concorrenza delle varie Paris Hilton. Nadia era una splendida bella di notte nascosta dietro un muretto di un cortile pieno di iris. Come in tutte le scuole, anche li c’era lo splendido di turno, il bello e impossibile, il fighetto dai capelli curati e dagli occhi di giaccio… bello e impossibile, notoriamente impossibile, talmente impossibile che Nadia, l’eterna sognatrice, si era convinta dell’impossibilità di quel sogno…
Un sabato in qualunque ritrovo, Nadia provò ad ingerire un drink alcolico, riuscì a nascondere i poderosi colpi di tosse che questi gli provocò, principalmente grazie al fatto che in quel momento nessuno la stesse osservando, condizione che era stata la causa di quel drink.
Con un colpo di culo fece amicizia con altri anonimi, e sempre il caso la pose particolarmente vicina a Paolo.
Sognava leggiadra Nadia, mentre camminava per i corridoi, si svegliò, e mai risveglio fu più dolce, davanti ai suoi occhi la voglia di rivedere Paolo… poi un cellulare tra le mani, un paio di pulsanti premuti goffamente ma con rapidità, un appuntamento, ed in men che non si dica, si trovò a chiedersi come avesse fatto a vivere senza la persona che in quel momento gli stava affianco… Lo splendido e le Paris Hilton sembravano non avere più troppa importanza, Nadia stava realizzando che il suo cuore pulsava, Nadia stava realizzando di vivere ciò che aveva visto miliardi di volte riflesso nello specchio della sua stanza.
Paolo non era nemmeno lontanamente paragonabile allo splendido, ma almeno c’era complicità, c’era affinità, c’era intesa, c’era il tremolio, c’era il groppo in gola, c’era il battito forte del cuore… c’era amore. Ma forse non l’amore che i due sognavano, non l’amore che i due erano pronti ad affrontare. Decisero quindi di optare per una storia non seria, tra di loro non usarono mai il termine “fidanzati”, non dicevano “il mio ragazzo” o “la mia ragazza”… il loro meraviglioso feeling rimaneva chiuso nel cassetto… Nadia era ancora davanti allo specchio, sognava, come sempre nella sua vita, sognava di evadere dall’anonimato, e poi, d’improvviso Paolo scomparve. Da Nadia scappò il tremore, il groppo in gola ed il violenta battito del cuore… rimase davanti al suo specchio, con la testa sulle nuvole , a sognare ancora l’amore. March 08 EMANCIPAZIONE???
oggi è la festa della donna, idealismo e banalità a parte, voglio proporre un articolo (una sorta di editoriale) che scrissi l'anno scorso per EPHEMERIDES, che però non pubblicai, l'ho tenuto nel cassetto per un anno preciso, e solo ora ho deciso di rendere noto... EMANCIPAZIONE FEMMINILE NEL 2008 L’emancipazione femminile nella nostra società è quantomeno scontata, ma esistono molte zone del globo ove il ruolo della donna è tutt’oggi limitato al “crescere i bambini, e lavare i pavimenti”, ma siamo davvero, noi, sicuri di riconoscere alla donna tutti i suo diritti? All’interno del nostro stato è ancora aperto il dibattito sul diritto ad abortire, un diritto che viene continuamente messo in discussione dalla chiesa e dai politici che vogliono fare del banale moralismo. La situazione economica del nostro paese è in continuo peggioramento, e la difficoltà di trovare un impiego è diventata una scatenata lotta per la sopravvivenza, combattuta a colpi di raccomandazioni. Per una giovane donna con gravi difficoltà economiche, una gravidanza inattesa è un vicolo cieco dal quale è pressocchè impossibile uscire. Cosa potrebbe spingere una donna ad abortire, se non l’amara consapevolezza, di essere assolutamente incapace, di allevare il proprio figlio. In una società che vuole dare pari opportunità, ogni individuo dovrebbe poter tranquillamente decidere del proprio presente e futuro, dovrebbe poter prendere scelte, anche di immensa importanza, senza alcun’esterno vincolo.oggi è la festa della donna, idealismo e banalità a parte, voglio proporre un articolo (una sorta di editoriale) che scrissi l'anno scorso per LA TORRE, che però non pubblicai, l'ho tenuto nel cassetto per un anno preciso, ed ora lo voglio rendere noto... come al solito vi dico... FATEMI SAPERE LA VOSTRA!!!
February 09 EUTANASIALa questione di ELAURA ci ha colpiti tutti, per un'attimo l'itaia ha smesso di guardare il garnmde fratello e si è fatta giudice di condizioni che gran parte di essa non può minimamente concepire... l'opinione pubblica ha sollevato alle istituzioni il problema dell'eutanasia... ma è quantomai ovvio che è solo un polverone, le istituzioni non avranno mai le capacità di assumersi le responsabilità di una decisione così delicata.
tornando a casa dalla palestara ho visto che alle 20:10 di stasera ELAURA è morta, mi è venuto spontaneo scrivere un piccolo testo, che espone ciò che io penso dell'EUTANASIA:
HO 14 ANNI… I miei mi ha fatto l’SH 50, non sono mai stato così felice, sono sceso di casa immediatamente, e mi sono fatto un giro, mi sono portato dietro al mezzo Chantal, ci siamo buttati in un vialetto e li, ci siamo divertiti come i matti. Che emozioni, che bella vita, un giorno bellissimo… HO 16 ANNI… mi sono fatto il Liberty 125, con gli amici pareo a cesso, Pasquale voleva fare un giro, gli ho detto no perché al mezzo ci tengo, però me lo sono portato dietro… che pariamiento, ci ha visto anche la macchina delle guardie, ha acceso la sirena, ma noi li abbiamo sperduti in 5 secondi … HO 17 ANNI… con il mio Liberty 125 ho fatto una tirata contro un mio amico, mi aveva sorpassato di molto, però in curva l’ho acchiappato di nuovo… ho accelerato… il mezzo è slittato… ora sento l’asfalto bagnato dietro ai capelli… HO 20 ANNI… sono passati 3 anni dall’incidente, sto steso sul letto d’ospedale con gli occhi sbarrati, mangio tramite due tubi, e passo le giornate guardando il soffitto. Fino a qualche tempo fa, oltre a mamma, vicino al mio letto stava anche babbo. Mi parlava sempre ed io ero triste perché non potevo rispondergli. Poi un giorno è venuto il medico ed ha detto vicino a babbo “lo stato vegetativo è permanente ed irreversibile”. Da allora babbo non ha più parlato con me, forse non mi vuole più bene? Glielo chiederò quando mi sveglierò... HO 22 ANNI… passo ancora le giornate guardando il soffitto, mamma mi è sempre vicino, ogni tanto vengono a trovarmi le infermiere e le cape di pezza di un convento qui vicino, mi vogliono molto bene, babbo non è più tornato, che si sia ammalato anche lui? Io comunque continuo ad aspettare di svegliarmi per andarlo a trovare… HO 24 ANNI… quel bastardo di mio padre ha avviato una pratica giudiziaria per farmi staccare la spina, il giudice per ora gli ha dato ragione, ma mia mamma ha ottenuto una sospensione per fare ricorso in cassazione, giuro che quando mi sveglio non parlerò più con mio padre… HO 25 ANNI… sul soffitto è apparsa un'altra crepa, appena è apparsa ho imparato subito a memoria la sua composizione. La cassazione ha accolto il ricorso di mamma, finche non mi sveglierà non mi staccheranno mai più la spina, quel bastardo di mio padre se ne andato… inizialmente non mi mancava però ora un po’ si… appena mi sveglio voglio andarlo a trovare! HO 27 ANNI… vorrei avere la possibilità di piangere. Vorrei non aver mai compreso cosa significhi “stato vegetativo permanente ed irreversibile”, vorrei non sentire la mancanza del Liberty 125, vorrei non sentire la mancanza degli amici, del divertimento, e di tutte le emozioni che la vita avrebbe potuto regalarmi. Vorrei non aver mai capito che non mi sveglierò mai più… aveva ragione mio padre, Babbo dove sei? February 05 CLASSIFICAZIONE DEI FILONISarà forse la nostalgia della scuola, la nostalgia dei capelli, la sinusite, l'alzaimer, la mononucleosi, la menopausa.... ma stasera voglio parlare un po della vita alle scuole superiori... mi viene istintivo parlare di filone (l'atto di marinare la scuola), ed ho pensato che è troppo generico, ho quindi classificato i tipi di filone, dal più bieco al più elettrizzante
1- L'ASSENZA (m'aggià fatt a suonn/ ua stammatin nun ca facev prop a m'aizà): si verifica principalmente lunedì, dopo un sabato ed una domenica particolarmente ricchi di "pariamiento", L'ASSENZA, consiste nello svegliarsi alle 10:30/11:00, e dopo aver preso un caffè giacciato che aveva fatto tua madre prima di scendere, e rendersi conto dell'inutilità dell'assenza, strafottersene e passare il resto della mattina guardando su telecaprisport i goal del giorno prima!
2- LA SEGA (m sfaster prop i traser/ ua oggi tenimm o compit i economia? (fingendo di cadere dalle nuvole), e io nun sac nu cazz, nun pozz traser!): si verifica spesso di martedì/mercoledì, tutto nasce da una più che leggittima noia nel seguire le lezioni, o da una netta impreparazione ad una verifica o ad una interrogazione. inizia con un caffè al bar vicino la scuola con quegli altre 3 disgraziati che l'individuo riesce a coinvolgere nel filone, ed alle 11:00 resosi conto di scocciarsi di stare in mezzo alla strada, ma di non poter tornare a casa perchè "se mammà scopre ch'aggià fatt filon m'arap o mazz" (se mia madre viene al corrente della mia assenza potrei subire serie conseguenze fisiche), si decide di andare a giokare a winning eleve a casa di una vittima sacrificale
3- FILONE [propriamente detto] (stammatin amma arruvutat/ i che pariamient/ (rivolgendosi a chi è entrato) che t si pers): si verifica spesso verso la fine della settimana (giovedì/venerdì) o nei periodi prenatalizi (mentre i comunisti della scuola brandiscono la falce ed il martello e le insegnanti si vanno a fare la spesa o vanno dal parrucchiere) bello emozionante e soprattutto spensierato, facile da farsi, basta una comitiva di 30 persone, un soggettone, 10 euro di fumo, un coglione che ti poresta una cartina ed un biglietto della vesuviana per fare i filtri... ah dimenticavo serve anche una mezzoretta di attesa della linea POGGIOMARINO che porta alla piazza di pompei (la LA MECCA de filoni), la mattina passa in compagnia, tamarreggiano per le vie di pompei e tentando un improbabile approccio con le poche compagnie di FILONARE.
4- LA PARIATA (no guagliù aggià i a cunoscer sta guaglion/ (il pomeriggio tramite msn) gli ho msso un dto nlla pukkiaH e lei m ha ftto 1 sga): si verifica principalmente quando "frie la patatina" ad una ragazza del pedagogico di trecase o dell'alberghiero di vico equense, il tutto nasce quando circa una settimana prima quando si ci contatta per msn (contatato preso da una catena), per sms (numero dato da un amico misterioso) o per persona interposta (un certo Marco del quale nessuno conosce l'esistenza). dopo una breve chiacchierata su una panchina difronte all'Empire si giunge alla ammoccata, al soft petting od in alcuni casi (se la patattina frie molto) a pratiche sadomasochistiche degne del miglior Trentalance.
Fatemi saper quale è stato il vostro più bel filone!!! P.s. W LA FIGA January 26 HO TAGLIATO I CAPELLI!!!!!!!lo so, do la notizia un po in ritardo e molti di voi già lo sapranno, x chi non lo sa ho tagliato i miei bisunti boccoloni...
la scelta nn è stata indolore, mi è sembrato di perdere una grande parte della mia personalità, ma a giudicare dai commenti di tutti ne è valsa la pena...
non li tagliavo così corti da ottobre 2006 (qunado in me nacque l'idea dei capeli lunghi lunghi lughi).
qualkuno ha ipotizzato che possa fare la fine di Sansone, ma io nn credo...
un saluto a tutti e come sempre "w la figa" January 12 SULLA STAZIONE....nn ho idea di come iniziare quest'intervento, diciamo che sno poke righe per un piccola riflessione:
erano circa le otto di stasera, ero sulla stazione di Torre del Greco, di ritorno dalla redazione... su una panca ho natoato un signore seduto, solo poki istanti dopo mi sono accorto che aveva problemi (sindrome di down od un qualkosa del genere)... cmq un qualkosa di lui mi ha fortemente colpito, un gesto che ripeteva di continuo...
in pratica nella sua mano destra aveva un mazzetto di figure di Padre Pio tutte uguali, le teneva sottosopra nel palmo della sua mano, ne contava tre passandole nella mano sinistra per poi poprtarle nuovamente nella mano destra ed iniziare l'operazione da capo. è stato a fare questo per un 5 minuti abbondanti, poi è passato il treno, la linea Poggiomarino, il signore ha ripetuto la parola poggiomarino per una decina di volte e poi è salito sul treno...
queste immagini mi fanno riflettere, mi fanno riflettere sull'incomprensione, e sulla nostra chiusura mentale... cos'è l'arte e perchè nella nostra società ha criteri di valutazione così rigidi?
arte non potrebbe anche essere la ripetizione di una azione banale o di una parolo tipo "poggiomarino"?
in parole povere: è il signore che si rifiuta di comprendere che contare all'infinito un medesimo numero di immaginine, non ha senso... o siamo noi che non siamo capaci di capire il senso di contare all'infinito un medesimo numero di immaginine????????????????????????????????????
fatemi sapere la vostra
un bacio January 01 FINE E PRINCIPIORieccomi, un altro anno solare è giunto al termine, ed un altro è già cominciato.... e io son qua, a descrivermi mentre sogno il rock n’ roll facendo playback (è un’intercalare che nn uso da diverso tempo, e che stasera nn so perché ma ho voluto riesumare…). Nel precedente intervento mi sono basato su cosa vorrei cambiare, un messaggio sociale, lo potrebbe definire qualcuno. Ora invece voglio basarmi su me stesso. L’ultimo dell’anno… non voglio tediarvi con freddi bilanci, deprimenti rimpianti passati, autorefernziamente sulle belle esperienze che mi ha offerto l’anno uscente, od utopistiche speranze per l'anno nuovo. Non mi va nemmeno di fare uno di quegli interventi emotivi in cui mostro la mia versione di me stesso, ne tantomeno una pubblicità all’orgia civile del capodanno… Mi vien spontaneo ricordare un testo di Giacomo Leopardi: “lettera di un passeggere ad un venditore di annuari”, in cui l’autore immagina di avere il giorno di capodanno un dialogo con un venditore di “almanacchi”, ed in pratica enuncia l’aleatorietà della felicità nel suo inconfondibile stile pessimista e, come dire “snob” (almeno per come la interpreto io), tant’è che il testo termina con l’autore che acquista l’almanacco più dispendioso tentandosi di omologare con gli stolti che hanno fiducia che l’anno nuovo porti automaticamente cambiamenti in positivo… Ovviamente mi dissocio dall’esagerato pessimismo leopardiano… Ma nn sento nemmeno di associarmi all’iter “cenone con il miglior vino, panettone, countdown stile apollo 11, raffiche di fuochi artificiali, veglione, cornetto e riposo del guerriero"… È quindi evidente che per questo intervento sono maggiori le cose che nn m sento di dire rispetto a ciò che mi piacerebbe esporre… mi piacerebbe cambiare tante cose, e tante cose avrei da dire, ma non è ne il tempo ne il luogo adatto… Ma dove non arrivano le parole, arrivano altre arti, la “primogeneità” della musica gli permette di penetrare nei più nascosti orifizi della coscienza, per capire questo intervento dovete quindi usare l'immaginazione... immaginate un possente blues, suonato da un qualunque pianista da giacca, immaginate il lento scorrere delle dita sui tasti bianchi… immaginate ora un pot ocra che illumina un contrabasso suonato da una qualche figura, vi chiedo ora una spolverata da arpeggi di chitarra ed un ritmo più veloce, un ritmo che cresce, cresce sempre di più, si estende all’infinito e profonde un’orda di ottimismo nel cuore di tutti… Ecco questo è il mio blues, interpretato senza saper suonare… speriamo sia l'introduzione di un bellissimo concerto di 365 giorni BUON 2009 A TUTTI December 05 LETTERA A BABBO NATALEcaro babbo natale...
quest'anno mi sono comportato molto bene. per natale non vorrei tutte le cose scontate che i bambini chiedono (la fine del razzismo, la pace nel mondo ecc...)
quest'anno per natale voglio tanti tanti giocattoli...
certo all'inizio, confesso che anche io stavo pensando ad uno di quei regali classici di cui parlavo prima... mi ero subito orientato verso il tibet libero, ma poi mi sono "scocciato" perchè dopo le olimpiadi nesuno ne ha più parlato, quindi ho dedotto che la questione si sia risolta...
poi avevo pensato alla fine della guerra arabo-israelita, ho visto però tanti ragazzi indossare la kefia (il simbolo di riconoscimento del fronte di liberazione palestinese (OLP)), ed ho pensato che sia un problema del quale molti abbiano preso coscienza (mi rifiuto di credere che la kefia sia diventato solo un capo di moda), e che quindi ben presto si riolverà...
un mio amichetto mi aveva parlato della FARC, mi ero ripromesso di controllare su wikipedia cosa fosse, ma poi sono stato troppo impegnato sul messenger...
un giorno alla scuola elementare che frequento è venuto a parlare un signore, uno che diceva che dobbiamo andare contro la camorra, perchè la camorra è una grande organizzazione che plasma il carattere di una persona fin da quando è bambina, condiziona il commercio e la civile convivenza tra gli uomini, e se ti rifiuti di stare alle loro regole loro ti costringono ad una vita di merda. mentre il signore parlava mi sono ricordato di mio fratello che ieri ripeteva la lezione di diritto, anche lui parlava della camorra, ma ne parlava bene, e soprattutto non la chiamava camorra, la chiamava in un altro modo, la chiamava "stato"...
alla fine mi sono annoiato, ed ho pensato: visto che sono in un mondo di filantropi e di altruisti, io posso permettermi di chiedere i giocattoli... allora caro babbo natale: per me voglio il gioco per la play di Naruto, poi mio fartello vuole l'SH 125, il mio cugino più grande vuole un bellissimo pantalone della Gucci.... poi il mio papà vorrebbe estinguere il mutuo, il mio nonno vorrebbe che mio zio smettesse con le droghe pesanti, e tanto ha fatto che lo ha convinto ad andare in comunita, li si che lo guariranno, e quando guarirà, grazie a mio nonno stesso (ex assessore regionale alla filtrazione dei duri dai morbidi), avrà un posto di lavoro come dispendente dello stato (o camorra, che dir si voglia)...
ieri sera però ero nel lettino e mi venne un dubbio: stamattina la maestra di italiano ci ha fatto scrivere delle mini-letterine, dove ognuno scriveva cosa voleva per natale, Domenico ha scritto "voglio essere bravo e fare sempre i compiti". Marco ha scritto: "voglio che i bambini del terzo mondo hanno il cibbo come celo abbiamo noi". Cristian ha scritto: "voglio che tutti i imigrati, che quando per televisione si vede che scendono dalle navi tutti bagnati ed tutti che hanno freddo, trovano un lavoro e possono portare da noi i loro bambini e le loro spose in italia"... nell'ora dopo, la maestra di studi sociali ci ah domandato cosa ti abbiamo chiesto di portarci, Domenico ti ha chiesto il telefonino nuovo, Marco ti ha chiesto il Lego grande, Cristian la playstation 3...
quindi forse non è vero che sono in un mondo di filantropi e di altruisti...
visto che ero nel mio letto, alla fine ho preso sonno e non ci ho più pensato...
ora sto solo pensando al gioco di Naruto, e non vedo l'ora che me lo porti...
ciao babbo natale...
STOP AL FINTO BUONISMO
STOP AL MATERIALISMO
STOP ALLA IPOCRISIA
STOP A NOI, A NOI IPOCRITI CHE ADOPERIAMO IL FINTO BUONISMO PER NASCONDERE IL NOSTRO MATERIALMISMO
November 26 RIMPATRIATA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!sono appena tornato dalla stroica rimpatriata della ex V A/c... RAGAZZI SIETE FANTASTICIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII (e ve lo dico col cuore)
ma ora nn voglio rompere i benemeriti coglioni con discorsi nostalgici stile Paolo Limiti... voglio invece raccontare la meravigliosa serata che ho passato con tutti voi:
io e antonino (con il quale sto continuando a frequentare l'università), abbiamo raggiunto il greuppo verso le 21:30 da Franco, ci siamo immediatamente stuppiti di essere stati accolti con un grande applauso... (solo dopo abbiamo capito che era servito per pariare da dosso ai pensionati che stavano al tavolo affinco, i quali nonostante l'alteriosclerosi battevano le mani ogni qualvolta noi le battevamo... CONTENTI LORO...).
la serata procede in maniera molto gradevole... una nota d'obbligo: tore, pako e 'ngiolet hanno rischiato la vita a causa di Claudiuccio, il quale nella curva di via giovanni XXIII ha tirato il freno a mano, il manto stradale era bagnato e la macchina ha fatto un testa-coda degna di Cultard (cmq grande claudiuccio... si semp nu pazz)...
la serata prosegue al bar difronte lo scentifico, dove prima schiavizziamo la barista costringendola a farci un book fotografico degno della migliore Manuela Arcuri, e poi il mitico angioletto ha deciso di buttarsi sul jack e menta assime a tore e claudio, io e pako da buoni classicisti abbiamo optato per una heinecken (erano secoli che nn prendevo una heinecken non corretta), antonino prende un marini dry (del quale un sorso è sempre ben accetto), valentina prende un caffè corretto a bayles e rosa nn prende nulla (cme al solito... hihihi)... (NN SO PERCHE' VI HO ELENCATO CIO' CHE ABBIAMO PRESO, XO' NN ROMPETE I COGLIONI)...
vale, rosa ed antonino iniziano a patteggiare sulla figura mitologica del prof d'alessio (mezzo prof di francese e mezzo coglione (nellino sempre nei nostri cuori))...
dopo un'altro paio di foto, ove antonino rivolge a rosa una battuta che preferisco nn ripetere, le ragazze se ne vanno e rimangono i 6 maschi della ex 5 A... e li si attraversano i discorsi più nostalgici: l'ubriacata di angioletto al gala, la teoria delle pecorina spontanea del Tamburro, le zizze di simona, le partite a quadratini tra me e pako, le 3 ore di de martino durante le quali aprimmo l'estintore, i video miei e di antonino, il mitico buco nel muro e la sedia accesa (opera scritta e diretta da salvatore sorrentino), le mensole nello stanzino, ecc... ci salutiamo dandoci appuntamento alla prossima ovvero il 22 dicembre, giusto in tempo per darci gli auguri di natale...
CHE DIRE PIU'...
RAGAZZI GRAZIE:
GRAZIE AD ANTONINO
GRAZIE A TORE
GRAZIE A PAKO
GRAZIE AD ANGELO
GRAZIE A TAMBURRO
GRAZIE A MICHELA
GRAZIE A TUTTA LA EX V A
GRAZIE O CAZZ (NO SCUSATE NN CI AZZECCA)
MA SOPRATTUTTO UN GRAZIE PIU' SPECIALE A ROSA E VALE CHE HANNO ORGANIZZATO TUTTO, E CHE CI HANNO SEMPRE DATO LA LORO SPLENDIDA AMICIZIA...
V A/c forever
VI LASCIO CON UNA CANZONE CHE A MIO AVVISO RIASSUME A PIENO LA NOSTRA VITA DELLE SCUOLE SUPERIORE
(LA POTETE ASCOLTARE SU QUESTO LINK http://www.youtube.com/watch?v=_ezjMSZ57a8)
MATRIOSKA- CHE VELOCITA'
Che mattinate frenetiche guarda qua
non vedo l'ora che sia università volti diversi grandi discorsi e poi ti trovi già là Tanto vedrete con noi il mondo cambierà si ma l'hai vista chi è quella tipo la facce sconvolte pianti e rivolte domani poi si vedrà ma che velocità Dimmi cosa c'è da fare per domani un'interrogazione un altro compito dai dettami questa versione e non mi dire che sei ancora sotto per quella bambina lascia stare ne parliamo domattina Sabato sera da me non ci sono i miei oh ma com'è che quest'ora non passa mai la campanella è la cosa più bella che fuori ci porterà L'autogestione tranquelli che ci sarà certi argomenti richiedono serietà giovani attivi nei collettivi per non lascirsi mai ma che velocità Dimmi cosa c'è da fare per domani un'interrogazione un altro compito dai dettami questa versione e non mi dire che sei ancora sotto per quella bambina lascia stare ne parliamo domattina Ora pensarci non serve che male fa si ma se solo potessi tronare là un'ora sola in quella scuola sai quanto pagherei ma che velocità Dimmi cosa c'è da fare per domani un'interrogazione un altro compito dai dettami questa versione e non mi dire che sei ancora sotto per quella bambina lascia stare ne parliamo domattina November 22 BAZZICANDO YOUTUBEtra il poco tempo che mi rimane per rilassarmi, ogni tanto giro per youtube... ho saputo che paola cortellesi sta facendo un varietà su raitre, nn mi fido della televisione italiana, ma paola cortellesi mi è sempre piaciuta, ed infatto ho trovato un suo monologo bellissimo, che qui vi andrò a riportare:
La mia famiglia siamo uno Sono ancora nel ventre di mia madre e sento la voce dei miei parenti che ripetono “hola Ramon”, “come estas Ramon”… ho la vaga impressione che mi chiameranno Ramon. Non è che mi dispiaccia, però solo nella mia famiglia di Ramon Fernandez ce ne stanno 16… e che cazzo un po’ di originalità no?! A me piace molto Manuela… ma in questo paese se nasci con il pene devi per forza avere un nome da maschio, (ah le regole). Mio padre lavora come cameriere a 2 ore di pulman da casa quindi non lo vedo mai, e se riesce a scampare alle imboscate dei miliziani della FARC forse ritorna a natale, se lo fanno secco invece mi crescerà mio zio Estefan, che con mia madre ha già un ottimo rapporto… più di uno al giorno! (infatti a me spesso gira la testa)… FIESTA… La mia famiglia siamo trentanove Anzi quaranta, è appena nato mio nipote… Ramon! Io però voglio essere originale, altro che Ramon, mi faccio chiamare Manuela… il bar Diossì è quanto di meglio ti possa offrire la periferia di Bogotà, io ho 7 anni e gioco sempre in mezzo alla strada, sempre meglio che stare dentro casa con zio Estefan, che appena mi becca vuole farmi giocare al dottore e all’infermiere, lui fa sempre il dottore, producendosi in un trionfo di doppi sensi sullo stetoscopio, e vuole farmi fare delle cose imbecilli, alla fine patteggiamo, e io gliele faccio fare, in cambio di giocattoli, ma lui mi ricicla sempre quelli di mia sorella, è per questo che ho iniziato a giocare con le bambole, e mi piace tanto tanto provare i vestiti di mia madre… adoro il fucsia!
La mia famiglia siamo due Mio padre è tornato dalla campagna, e ha strozzato a mani nude zio Estefan, nel mio quartiere oramai mi trattano da femmina e non da maschio, e mi chiamano tutti Ramona, ma io sno disperato perché voglio che mi chiamino Manuela!... un amico di mamma mi ha proposto un lavoro, sto andando adesso al colloquio, mi ha chiesto di portare una parrucca bionda, del rossetto ed un reggiseno imbottito, se non lo conoscessi bene dire che mi sta facendo vestire da passeggiatrice, lo stesso lavoro che ha fatto mamma alla mia età, sarebbe figo… però i capelli biondi mi stanno malissimo La mia famiglia siamo quattro Io e tre infermieri di una clinica italiana,grazie al mio lavoro a 20 anni mi sono potuto pagare una operazione di chirurgia estetica, adesso finalmente mi chiamo Manuela è sono una gran “gnocca”, sono andato dal chirurgo con le foto delle boccie di Pamela Anderson, ho preteso il sottocoppa rialzato ed il capezzolo a falda larga che piace tanto ai più maturi, e già che c’ero mi sono anche fatto fare gli zigomi “bomboloni” alla Byoncè, e le labbra “farcite” alla angelina jolie. L’unica cosa che non mi sono fatto toccare, è il “pennuto”, quella è un’opera d’arte… e sta bene li dov’è La mia famiglia siamo tre Vivo a Roma, condivido un appartamento in zona Casse assieme ad una paramense ed una brasiliana, siamo come una piccola grande famiglia, e l’appartamento lo usiamo anche come ufficio… il mio “velociraptor” è diventato oramai leggenda nelle strade di Roma e provincia, e si perché i clienti… quello vogliono! che sciocchi gli uomini… pensano tutti di essere etero… [accento sudamericano] “dai amore, dai amore, viene a casa miea, te façio on masagino particolare, sono una jacusi de carne io, dai amore che se fai il bravo te façio conosere anche el mostro de lokness… como?!... quindisi euro?! Quindisi euro vai con quela sfortunata de tua sorela, guarda che mica siamo al mercato qui, vai vai forsa che sei pure bruto, vai, torna a casa da ta moie, che ci sono i bambeni che ti aspetano, vogliono el loro papà, ma el papà non se, perché vuole andare con le putane per quindici euro, vai, vai forsa vai”… La mia famiglia siamo ventiseimila È il numero di persone che in italia fanno il mio mestiere, nel mondo una su dodicimila nasce uomo e diventa femmina, vengono da tutto il mondo, e la maggior parte finisce in strada a battere, perché non esistono datori di lavoro che vogliono assumere un trans, un trans non taglia il pane in un negozio di alimentari, non fa una puntura in ospedale, non mette i timbri alle poste, un trans deve battere per strada, quello è il suo posto, abbiamo circa nove milioni di clienti all’anno in questo paese, vuol dire che un italiano su tre almeno una volta ci è venuto a cercare, l’80% di loro ci chiede di non usare precauzioni, ed ogni anno 17 di noi vengono ammazzati per strada… è una vita difficile, ma grazie a quello che guadagno sono riuscito ad eliminare l’unica parte che mi rimaneva di Ramon, bastano poche ore ed… adios… ora finalmente sono Manuela… Mi chiamo Manuela… la mia famiglia siamo UNA
che dire?! BELLISSIMO... se volete vederlo recitato il link è http://it.youtube.com/watch?v=NSCcs6IHWz4 fatemi sapere che ve ne pare un saluto a tutti November 01 RACCONTO HORROR TORRESEE' DA POKO PASSATO HALLOWEEN... io sno etremamente critico verso la celebrazione di questa festa... le zucche, gli zombie ecc sno l'ennesimo sinbolo eloquente del futile materialismo statunitense (chi mi conosce sa bene quanto sia difficile essere anti-americano x me)...
cmq nella nostra cultura ci sno figure soprannaturali di pari, anzi direi superiore, fascino, ad esempio il munaciello... a questo proposito ho deciso di riportare un racconto dell'orrore prettamente di torre del greco... mi venne raccontata tempo fa dalla mia amica Valentina Sauzano, ho aggiunto qualke particolare per rendere più fruibile il racconto:
I LICANTROPI DI TORRE DEL GRECO...
tempo fa, parliamo della fine dell'ottocento, le panetterie torresi iniziavano ad adoperare i primi forni elettrici per cuocere il pane, questi forni erano però dannosi alla salute di chi vi lavorava, e così i panettieri ne risentivano, innanzitutto con malformazioni del viso (naso più pronunciato, pelle più scura, maggiore peluria): in pratica i fornai assumevano l'aspetto di veri e propri uomini-lupo... inoltre i "licantropi" subivano anke seri mutamenti nei loro comportamenti: iniziarono a vivere totalmente di notte (non vedevano mai la luce del sole), e poi il rancore che nutrivano verso le persone, si tramuto in vero e proprio odio, e poi in mania omicida...
i licantropi uscivano di notte creando danni, inizialmente d piccola entità, (vetri rotti, porte sfondate, furtarelli di pesce ai pescatori ecc...) successivamente il male vero e proprio si impossessò di loro, i licantropi entravano nelle case dalle finestre e sfreggiavano le donne ed i bambini, li sfreggiavano sulla guacia sinistra con dei coltelli, con gli sfregi disegnavano sul volto delle vittime la stella a cinque punte, (simbolo satanico per eccellenza). le ferite provocate dai licantropi erano restiee a rimarginarsi e le persone che subivano questi sfreggi iniziavano anch'essi ad avere malforazioni psicologiche e tendenze alla malvagità... si narra che una donna uccise un monaco del colle di s.alfonso... intanto le aggressioni continuavano... ma una notte un pescatore che fu aggredito, riuscì provvidenzialmente a difendersi con un coltello, con il quale incise ad una croce sulla fronte del licantropo, il licantropo riprese per breve tempo coscienza, e disse al pesactore (che casualmente era un suo ex conoscente): "cumpagn mio nun me sbrugnà" (amico nn svelare il mio mistero)... dalla narrazione di quel pescatore (che mai svelò il nome dell'amico che lo aveva aggredito) questa storia è arrivata fino ad oggi...
sperò di averla riportata abbastanza correttamente e di non aver intaccato il senso della storia prendendomi troppe licenze narrative...
fatemi sapere che ne pensate... |
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